Not Museum of Art
Arte come scambio senza luoghi né personeArchivio per Febbraio, 2008
AS003 (S01281224437) – 21…?
Stamattina, prima di andare in biblioteca con mio fratellino come ogni sabato mattina, ci siamo nutriti al bar.
Io con il mio solito cappuccino di soia, Mario con un succo d’ananas; e due cornetti: uno integrale per me, uno con la marmellata per lui. Come resto il cassiere, uno di quelli che fa parte della moltitudine dei non-votanti alle prossime elezioni (o dichiarantesi tale, con i clienti, mentre serve) , mi ha dato, nel resto, una banconota da 5 euro piuttosto stropicciata.
Ho visto subito il suo stato di degradazione mentre me la porgeva, ma il segno blu era sul rovescio, e l’ho potuto vedere solo quando ho avuto il pezzo tra le mie mani.
Con gioia, curiosità e la fantasia ormai eccitata, sono andato con mio fratello a studiare geometria e aritmetica nella Biblioteca comunale di Ladispoli, nella sala ragazzi, dove possiamo anche parlare tra di noi.
Glio ho chiesto perché, secondo lui, qualcuno avesse scritto quella cifra sulla banconota. Lui mi ha risposto: “Chi ti ha detto che si tratta di un numero?”
Leggasi: il cappello vs il boa che mangia un elefante!

D08000000011 (P16731772633) – Daniele Silvestri
L”articolo di oggi è piuttosto intimo e personale.
Non era previsto fosse così. E’ successo che dopo aver scritto sulla banconota il pezzo di oggi, andando particolarmente di fretta, ho chiesto la cortesia alla mia ragazza di passarla sotto lo scanner, indicandole di mettere una “coperta” che non facesse bloccare l’apparecchio (ci avete mai fatto caso che ogni volta c’è un supporto estraneo? Si tratta di una scappatoia, di un vincolo che si è fatto poetica… ogni volta ne scelgo uno diverso. Il vincolo è dovuto all’inceppamento della macchina quando legge una parte centrale della banconota, una soluzione contro i falsari, credo).
Mentre io mi preparavo per uscire, lei ha usato, come supporto, la copertina di un cd di Daniele Silvestri al quale siamo molto legati. Non solo Daniele Silvestri è stato, infatti, con Occhi da orientale, la colonna sonora del nostro innamoramento (più di cinque anni fa), ma quello stesso cd è stato da lui stesso autografato (come potete vedere dall’immagine)!
Non posso che dedicare, con un certo ritardo rispetto a San Valentino, questa banconota NoMA a Sarah!
D08000000011 (P16731772633) – Testo e traduzione
Alle äußere Sitte z. B. gewinnt nur durch diesen Prozeß die Kraft an und für sich als sittliche Vorschrift aufzutreten, da sie doch ursprünglich nur das Mittel oder die Bedingung ferner liegender socialer Zwecke war; mancher Philologe bleibt sein Leben lang in der Erforschung der nichtigsten Kleinigkeiten befangen, während der eigentliche Zweck dieses vermittelnden Bemühens, die Erkenntnis des geistigen Wesens einer Epoche oder eines einzelnen, gar nicht in sein Bewußtsein tritt; für unzählige Menschen ist die Vollendung der Technik in ihren Bethätigungen so sehr zum Selbstzweck geworden, daß sie die höheren Zwecke, denen alle Technik nur zu dienen hat, völlig darüber vergessen, u.s.f.
Traduzione in italiano:
È solo grazie a un processo di questo tipo che, ad esempio, ogni consuetudine esteriore acquista la forza di presentarsi come prescrizione etica in sé e per sé, mentre in origine era soltanto un mezzo o una condizione per obiettivi sociali più remoti Certi filologi restano impigliati per tutta la vita nell’indagine delle più futili sciocchezze senza che il vero fine di questo sforzo mediatore, la conoscenza dello spirito di un’epoca o di un individuo, raggiunga mai la loro coscienza. Nell’attività di innumerevoli persone il perfezionamento della tecnica è diventato così fine a se stesso da far loro dimenticare del tutto le mete superiori cui ogni tecnica deve servire.
D08000000010 (…………) – Testo e traduzione
Dieser Charakter des Geldes läßt den folgenden psychologischen Zug an ihm in Kraft treten. Es ist eine der wirkungsreichsten Eigenschaften des menschlichen Geistes, daß die bloßen an sich gleichgültigen Mittel zu einem Zweck, wenn sie nur lange genug vor dem Bewußtsein gestanden haben oder wenn der damit zu erreichende Zweck in weiter Ferne liegt, ihm schließlich selbst zu definitiven Zwecken werden; der Wert, den sie ursprünglich nur von dem durch sie zu erreichenden Zwecke zu Lehen trugen, verselbständigt sich, und statt mittelbar haftet er in psychologischer Unmittelbarkeit an ihnen.
Traduzione del testo tedesco:
Tale caratteristica del denaro attiva il seguente tratto psicologico: una delle qualità dello spirito umano più ricche di conseguenze consiste nel fatto che semplici mezzi per uno scopo, in sé indifferenti – qualora abbiano sostato un tempo sufficientemente lungo davanti alla coscienza, ovvero qualora il fine cui sono rivolti sia molto remoto – finiscono per diventare essi stessi mete definitive. Il valore, che i mezzi originariamente traevano soltanto dal fine a cui erano destinati, si rende autonomo e aderisce loro non in modo indiretto, ma con immediatezza psicologica.
D08000000009 (Y30211837021) – Testo e traduzione
Das allgemein anerkannte Tauschmittel wird zum Durchgangspunkt für allen zweiseitig onerosen Verkehr und enthüllt sich so gleich den obengenannten Beispielen als eine Erweiterung des Zweckhandelns, insofern es ein Mittel ist, gewollte Gegenstände indirekt und durch eine öffentliche Institution zu erlangen, die meiner unmittelbar auf jene gerichteten Bemühung unerreichbar wären. Wie meine Gedanken die Form der allgemein verstandenen Sprache annehmen müssen, um auf diesem Umwege meine praktischen Zwecke zu fördern, so muß mein Thun oder Haben in die Form des Geldwertes eingehen, um meinem weitergehenden Wollen zu dienen.
Traduzione in italiano:
Il mezzo di scambio universalmente riconosciuto diventa il punto di passaggio di ogni transazione onerosa bilaterale. Esso si rivela, come negli esempi suddetti, un ampliamento dell’agire finalizzato, proprio perché è un mezzo per ottenere in modo indiretto e mediante una pubblica istituzione oggetti desiderati, ma irraggiungibili da ogni sforzo rivolto direttamente ad essi. Come i miei pensieri devono assumere la forma della lingua compresa da tutti, per favorire, attraverso questa via indiretta, i miei scopi pratici, così le mie azioni o i miei averi devono giungere alla forma del valore monetario per servire alla prosecuzione della mia volontà
New Orleans Museum of Art
First of of the series “What NoMA is NOT”: an American art institution, based in the area where Hurricane Kartina has brought serious damage.
The reason why I am speaking, for the first in this new series, about NOMA as New Orleans Museum of Art is the charm of the destruction that a natural disaster can have on a human creation (a city, a museum…), and I like the idea of considering that (Katrina) as a lesson, a terrible lesson, about the function of art, and the limits that art can never cross. At the end, a lesson for NoMA (as Not Museum of Art)
I’ll not repeat what was said by Stockhausen on Twin towers simply because this would misunderstand and diminish the German artist’s intuition. If I want to give more teoretical link, I give Simmel’s ruin, or Artaud’s theatre, or Politi’s crolli.
I just want to say that Katrina taught us that art must always come to terms with human limitations and their misery; art must confront itself with the geographical, political and economical aspects of the men society in a certain time; and must fight every totalitarianism, including the scientifical one.
C08000000005 (X17581903031) – Uno s-cambio che s-blocca
Ieri o ieri l’altro ho usato la mia C08000000005 . La bancarella dell’usato (stavolta quella che fa angolo tra Viale dell’Università e Via delle Scienze) mi ha “imposto” l’acquisto di un libro di Bertrand Russel. “Mi serve per quello che sto scrivendo come elaborato finale del master”, mi sono detto. “3 euro dei miei cinque posso darglieli”. Gli ho fatto i complimenti per la sapiente scelta che opera nel compra-vedere il libri e mi ha detto che sta aprendo un nuovo esercizio a S. Lorenzo.
Con in mano questo libercolo sono stato doppiamente colpito da una contraddizione apparente, che ho subito legato con la necessità di diffusione che ha il progetto NoMA.
La copertina è, se ci si fa attenzione, una vera e propria opera ipermediale dedicata al numero di riedizioni del volume stesso che appare in copertina di se stesso per ben due volte!
Infatti il titoletto reclama: “Esaurito nelle edizioni originali, esaurito nelle edizioni tascabili, ecco: il SuperPocket”
La contraddizione – apparente – l’ho colta abbassando lo sguardo su qualcosa che l’editore non poteva controllare.Cioè: col tempo, lo stesso piccolo tomo, era stato più volte prezzato (e tra l’altro io l’ho comprato ad un prezzo ancora diverso). Questo aveva significato per me che il volume era rimasto in giacenza per tanti di quegli anni che il rivenditore ha dovuto cambiargli il prezzo tutte quelle volte.
Ma a pensarci bene la mia logica iniziale era errata, e persino anti-noma. Infatti era stato proprio lo scambio di quel libro tra chissà quanti lettori e quanti rivenditori a costituire la sua storia, la sua bi(bli)ografia, la sua archeologia economica. Al di là di quanto voluto e pensato dall’editore (e contro i suoi interessi), il libro ha avuto modi di circolare tra centinaia di mani, di essere letto da decine di persone diverse. Il tutto a discapito e con una certa noncuranza del prezzo.
C08000000005 (X17581903031) – Artisti abili, artisti disabili, artisti diversamente abili (artisti NoMA)
Innanzitutto voglio ringraziare Annamaria Cordone, artista “diversamente abile” che lavora con gli Amici della comunità di Sant’Egidio. Suo è il lavoro (Pollicino a Gulu) che compare negli ultimi due degli ootto soliti secondi che documentano i miei pezzi NoMA. Suo è il lavoro che ha ispirato il mio quippresente (C08000000005) e di cui parlerò diffusamente nell’articolo che segue.
Un messaggio, una possibile interpretazione del lavoro di Pietroiusti (di cui abbiamo parlato qualche post fa, sia qua, sia in qualche altro punto che ora non ritrovo…), sta nella messa in discussione delle capacità e delle abilità che un’artista deve avere e deve far vedere di padroneggiare come risultato nella sua opera per potersi dichiarare artista. Questo è solo il primo livello di una lettura che vuole essere condotta più in là, verso la revisione delle certezze circa le proprie stesse abilità come essere umano e come gruppo di esseri umani: Noi.
Un’altro modo per giungere a riflettere su questi problemi essenziali della propria natura, un modo meno raffinato ed intellettuale se si vuole, l’ho scoperto qualche giorno fa grazie ad uno degli ultimi libri di Simonetta Lux (uno dei Luxflux Gangemi – proto-type arte contemporanea, sicuramente ne avrete visti alcuni, in ogni caso vi metto una loro immagine qui sotto: la linea grafica è uno degli aspetti migliori della collana).
Il libro si chiama SLAZAACC. Con l’arte, da disabile a persona, e racconta, analizzando il percorso artistico e biografico di 20 artisti disabili che lavorano nel gruppo de Gli Amici della Comunità di Sant’Egidio, una cosa in particolare: la possibilità che concede l’arte di esprimere ciò che Noi ancora non siamo capaci di fare costituisce allo stesso tempo la miglior definizione di arte ed il miglio lasciapassare per l’essere umano di continuare indefinitamente a de-scrivere se stesso. L’uomo non è l’insieme delle proprie abilità raggruppate, numerate ed incasellate in una scala che va da 1 a 10: l’uomo è tutto quello che ancora non siamo capaci di intendere e di fare (e forse anche di volere).
Non so se il libro lo dica esplicitamente o io ce l’abbia trovato per deformazione: ma il succo è che non basta mutare di lustro in lustro la denominazione (da handicappato a disabie a diversamente abile) è giunto il momento di scoprire e capire che ognuno di noi è a suo modo diversamente abile e che quindi l’essere diversamente abili non può essere un’etichetta perché potrebbe etichettare tutti (a proposito di tag…).
Quello che scrive Simonetta Lux può essere valido anche per NoMA, ma soprattutto per l’attività che sto portando avnti (io, Emanuele Sbardella) con Emmanuele Pilia, Lorenzo Nocerino ed altri sotto il nome di EmErgEnzE. Infatti anche noi siamo convinti che l’arte abbia uno statuto che, rispetto alla categoria sociale di “disabile” (in modo pur ambiguo), la conduce ad assumere un ruolo di promotrice di un “processo di azione liberatoria delle personalità e delle persone, misconosciute, rifiutate, umiliate nella vita e nelle attività sociali, più comuni, oppure rinchiuse, isolate, istituzionalizzate” (come scrive Simonetta Lux nell’introduzione).
Per tutta questa serie di motivi ho sentito il dovere di divulgare (conferire anche a lei un’identità NoMA.de) il messaggio di tutti attraverso la singola opera di una di “loro”: Annamaria Cordone. Nel suo Pollicino a Gulu l’artista opera un ribaltamento culturale ed una riscrittura. Ispirata alla tragedia dell’Uganda settentrionale dove – cito – “i bambini sono costretti a lasciare di notte i propri villaggi e a trasferirsi in città per sfuggire ai militari del Lord’s Resistance Army, che vorrebbero rapirli e farne bambini-soldato”, l’artista ha scritto su una tela/cornice l’incipit di una storia che potrebbe essere quella immaginata dai fratelli Grimm (se non sbaglio) ma in realtà racconta una delle tante tragedie che accadono in Africa senza dare l’impressione di riguardarci veramente.
Ho voluto diffonderla (ho fatto un Pollicino a NoMA? Un NoMA che inlcude, però, anche Annamaria) anche affinché, invece, tornassero a ri-guardarci.
Cliccate sull’immagine sottostante per vederla nelle sue dimensioni reali (o meglio, realmente ingrandite dallo scanner)

