Torno a parlare di futurismo e del suo sorpassamento in senso antispettacolare con la C06 (ne parlavo qui, contrapponendo il neo-futurismo di Graziano Cecchini al post-futurismo di NoMA).
La citazione è evidente, ed il passaggio piuttosto semplice, ai limiti del banale: dall’onomatopea clamorosa e farstornante del movimento meccanico inneggiato da Filippo Tommaso Marinetti e dai suoi amici, all’onomatopa meno efficace, più convenzionale, che richiama il rumore dei soldi, al loro fruscìo, al loro tintinnìo nel momento dello scambio..
Tuttavia si chiarisce solo così l’uscire dell’arte al di fuori dell’opera stessa. Non c’è quel legame diretto fra il segno ed il suo significato, ma c’è il significato che scatta nel momento stesso dell’uso (nel ricollegare l’uso al segno descritto), ed ovviamente al riferimento citazionistico.


Per questo pezzo ringrazio Peja, e lui sa perché.
Lui sa anche in seguito a cosa vada considerata questa banconota.