Stamattina, prima di andare in biblioteca con mio fratellino come ogni sabato mattina, ci siamo nutriti al bar.
Io con il mio solito cappuccino di soia, Mario con un succo d’ananas; e due cornetti: uno integrale per me, uno con la marmellata per lui. Come resto il cassiere, uno di quelli che fa parte della moltitudine dei non-votanti alle prossime elezioni (o dichiarantesi tale, con i clienti, mentre serve) , mi ha dato, nel resto, una banconota da 5 euro piuttosto stropicciata.
Ho visto subito il suo stato di degradazione mentre me la porgeva, ma il segno blu era sul rovescio, e l’ho potuto vedere solo quando ho avuto il pezzo tra le mie mani.
Con gioia, curiosità e la fantasia ormai eccitata, sono andato con mio fratello a studiare geometria e aritmetica nella Biblioteca comunale di Ladispoli, nella sala ragazzi, dove possiamo anche parlare tra di noi.
Glio ho chiesto perché, secondo lui, qualcuno avesse scritto quella cifra sulla banconota. Lui mi ha risposto: “Chi ti ha detto che si tratta di un numero?”
Leggasi: il cappello vs il boa che mangia un elefante!



Potrebbe anche essere uno schizzo dell’edificio di Le Corbusier di cui ti parlavo… Forse lo svizzero aveva già lasciato dei segni NoMA, delle tracce per essere meglio ricordato ai nostri tempi…