Not Museum of Art

Arte come scambio senza luoghi né persone

D08000000018 (Y11958754717) – La 19 ai 20eventi, per 20e20, che dovrebbero fare 40, ma fanno molto meno

Assenze. Silenzi. Diceva un signore morto l’anno scorso che non si può non comunicare (One cannot not communicate). Anche il silenzio dice qualcosa. Probabilmente anche l’assenza dice qualcosa. Alle voilte anche più di una presenza. Infatti un regista italiano ancora non morto, in un suo vecchio film faceva dire ad un suo personaggio (interpretato da se stesso), il quale era stato invitato ad un party: “Mi si nota di più se vado e me ne sto fermo lì in un angolo (silenzio), o se non vado per niente?” (cito a memoria).
Anzi… meglio che citare a memoria… ve lo cerco su U-Tube…
Eccolo (va visto – possibilmente anche il film completo…)

Tuttavia ho l’impressione che il suo assioma non valga più poi tanto. In mezzo a tanto rumore chi vuoi che si accorga di una piccola assenza silenziosa?

Però, alla mia assenza nel blog corrispondente alla mia asenza da Ladispoli a sua volta una presenza altrove. Chissà allora se il termine giusto sia proprio quello di assenza o di silenzio. Fatto sta che in questi giorni ho lavorato sodo a Poggio Moiano nella duplice veste di curatore ed artista. Ero lì, infatti, per organizzare i 20eventi 08 e per dar luogo anche all’ultimo lavoro che ho fatto con EmErgEnzE, 20e20.

A breve pubblichheremo sul nostro sito e sul nostro blog spiegazioni e documenti di quest’ultima nostra esperienza paleotelematica (perdonatemi questo neologismo che mi è venuto sul momento. Non l’ho messo solo per incuriosire il lettore e creare attesa!). Quindi non anticipo nulla e posto solo una foto scattata da Sarah, mentre io ed Emma parliamo in video conferenza, mentre Lorenzo e Giuls ci riprendono con le videocamere… che la dice lunga (anche se di una profondità tutta appiattita su uno schermo – tutto incluso).

20e20 - Foto di Sarah L'Epée

Intanto colgo l’occasione di aver speso il diciottesimo Simmel proprio a Poggio Moiano per parlarvi di 20eventi (il festival di arte contemporanea nella quale ho proposto come curatore di inserire una performance di EmErgEnzE, che si è chiamata 20e20).

La formula di questo festival che si svolge da tre anni sparso in diverse città della Sabina è quello di invitare un noto artista internazionale a capo di una scuola d’arte a far lavorare i propri allievi a stretto contatto con il territorio (per questo può dirsi un’attività affine a quelle di EmErgEnzE). In più l’organizzazione riserva alcuni spazi per artisti italiani (e qui ci siamo incastionati noi come EmErgEnzE)

Da questa esperienza vissuta posso trarre alcune conclusioni.

Il dialogo che c’è stato fra gli artisti inglesi ed il territorio è stato purtroppo non sufficiente. Si è risolto alcune volte in un bisticcio visto la reazione di rigetto di alcuni abitanti (che hanno offeso gli artisti e i curatori anche con atti vandalici). Altre volte con l’indifferenza. Poche con la curiosità e l’interesse.

Devo tenere conto e riflettere su questo fattore. Sia per EmErgEnzE, sia per la prossima edizione di 20eventi.

Altra conclusione, molto meno problematica della prima: i “maccaruni” di Poggio Moiano sono una vera leccornia! I 10 euro che ho lasciato da Maria Fontana sono senza dubbio tra i migliori spesi della serie NoMA…

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