Not Museum of Art

Arte come scambio senza luoghi né persone

Archivio per 5 euro

AS003 (S01281224437) – 21…?

Stamattina, prima di andare in biblioteca con mio fratellino come ogni sabato mattina, ci siamo nutriti al bar.

Io con il mio solito cappuccino di soia, Mario con un succo d’ananas; e due cornetti: uno integrale per me, uno con la marmellata per lui. Come resto il cassiere, uno di quelli che fa parte della moltitudine dei non-votanti alle prossime elezioni (o dichiarantesi tale, con i clienti, mentre serve) , mi ha dato, nel resto, una banconota da 5 euro piuttosto stropicciata.

AS003 NoMA banconota da 5 euro

Ho visto subito il suo stato di degradazione mentre me la porgeva, ma il segno blu era sul rovescio, e l’ho potuto vedere solo quando ho avuto il pezzo tra le mie mani.

Con gioia, curiosità e la fantasia ormai eccitata, sono andato con mio fratello a studiare geometria e aritmetica nella Biblioteca comunale di Ladispoli, nella sala ragazzi, dove possiamo anche parlare tra di noi.

Glio ho chiesto perché, secondo lui, qualcuno avesse scritto quella cifra sulla banconota. Lui mi ha risposto: “Chi ti ha detto che si tratta di un numero?”

Leggasi: il cappello vs il boa che mangia un elefante!

piccolo principe

C08000000005 (X17581903031) – Uno s-cambio che s-blocca

Ieri o ieri l’altro ho usato la mia C08000000005 . La bancarella dell’usato (stavolta quella che fa angolo tra Viale dell’Università e Via delle Scienze) mi ha “imposto” l’acquisto di un libro di Bertrand Russel. “Mi serve per quello che sto scrivendo come elaborato finale del master”, mi sono detto. “3 euro dei miei cinque posso darglieli”. Gli ho fatto i complimenti per la sapiente scelta che opera nel compra-vedere il libri e mi ha detto che sta aprendo un nuovo esercizio a S. Lorenzo.

Con in mano questo libercolo sono stato doppiamente colpito da una contraddizione apparente, che ho subito legato con la necessità di diffusione che ha il progetto NoMA.

La copertina è, se ci si fa attenzione, una vera e propria opera ipermediale dedicata al numero di riedizioni del volume stesso che appare in copertina di se stesso per ben due volte!

Infatti il titoletto reclama: “Esaurito nelle edizioni originali, esaurito nelle edizioni tascabili, ecco: il SuperPocket”

La contraddizione – apparente – l’ho colta abbassando lo sguardo su qualcosa che l’editore non poteva controllare.Cioè: col tempo, lo stesso piccolo tomo, era stato più volte prezzato (e tra l’altro io l’ho comprato ad un prezzo ancora diverso). Questo aveva significato per me che il volume era rimasto in giacenza per tanti di quegli anni che il rivenditore ha dovuto cambiargli il prezzo tutte quelle volte.

Ma a pensarci bene la mia logica iniziale era errata, e persino anti-noma. Infatti era stato proprio lo scambio di quel libro tra chissà quanti lettori e quanti rivenditori a costituire la sua storia, la sua bi(bli)ografia, la sua archeologia economica. Al di là di quanto voluto e pensato dall’editore (e contro i suoi interessi), il libro ha avuto modi di circolare tra centinaia di mani, di essere letto da decine di persone diverse. Il tutto a discapito e con una certa noncuranza del prezzo.