Not Museum of Art

Arte come scambio senza luoghi né persone

Archivio per art

New Orleans Museum of Art

NOMA New Orleans Museum of Art

First of of the series “What NoMA is NOT”: an American art institution, based in the area where Hurricane Kartina has brought serious damage.

The reason why I am speaking, for the first in this new series, about NOMA as New Orleans Museum of Art is the charm of the destruction that a natural disaster can have on a human creation (a city, a museum…), and I like the idea of considering that (Katrina) as a lesson, a terrible lesson, about the function of art, and the limits that art can never cross. At the end, a lesson for NoMA (as Not Museum of Art)

I’ll not repeat what was said by Stockhausen on Twin towers simply because this would misunderstand and diminish the German artist’s intuition. If I want to give more teoretical link, I give Simmel’s ruin, or Artaud’s theatre, or Politi’s crolli.

I just want to say that Katrina taught us that art must always come to terms with human limitations and their misery; art must confront itself with the geographical, political and economical aspects of the men society in a certain time; and must fight every totalitarianism, including the scientifical one.

C08000000005 (X17581903031) – Uno s-cambio che s-blocca

Ieri o ieri l’altro ho usato la mia C08000000005 . La bancarella dell’usato (stavolta quella che fa angolo tra Viale dell’Università e Via delle Scienze) mi ha “imposto” l’acquisto di un libro di Bertrand Russel. “Mi serve per quello che sto scrivendo come elaborato finale del master”, mi sono detto. “3 euro dei miei cinque posso darglieli”. Gli ho fatto i complimenti per la sapiente scelta che opera nel compra-vedere il libri e mi ha detto che sta aprendo un nuovo esercizio a S. Lorenzo.

Con in mano questo libercolo sono stato doppiamente colpito da una contraddizione apparente, che ho subito legato con la necessità di diffusione che ha il progetto NoMA.

La copertina è, se ci si fa attenzione, una vera e propria opera ipermediale dedicata al numero di riedizioni del volume stesso che appare in copertina di se stesso per ben due volte!

Infatti il titoletto reclama: “Esaurito nelle edizioni originali, esaurito nelle edizioni tascabili, ecco: il SuperPocket”

La contraddizione – apparente – l’ho colta abbassando lo sguardo su qualcosa che l’editore non poteva controllare.Cioè: col tempo, lo stesso piccolo tomo, era stato più volte prezzato (e tra l’altro io l’ho comprato ad un prezzo ancora diverso). Questo aveva significato per me che il volume era rimasto in giacenza per tanti di quegli anni che il rivenditore ha dovuto cambiargli il prezzo tutte quelle volte.

Ma a pensarci bene la mia logica iniziale era errata, e persino anti-noma. Infatti era stato proprio lo scambio di quel libro tra chissà quanti lettori e quanti rivenditori a costituire la sua storia, la sua bi(bli)ografia, la sua archeologia economica. Al di là di quanto voluto e pensato dall’editore (e contro i suoi interessi), il libro ha avuto modi di circolare tra centinaia di mani, di essere letto da decine di persone diverse. Il tutto a discapito e con una certa noncuranza del prezzo.

D08000000006 (Y11217666097)

Il sesto Simmel

noma 10 euro Y11217666097

AS002 (X17284211174) – On YouTube

Questi otto secondi sono in attesa di una risposta video che caricherò con la giocata fatta.

D08000000005 (Y13252157731)

Con non poca fatica, ecco il quinto Simmel.

C08000000004 (X15530313611) – I’m not the only one… and waiting for 003!

I’m not the only one.

Non sono il sono a lavorare su NoMA, il Not Museum of Art è di tutti.

noma 5 euro

Apparte gli amici e i frequentatori assidui del blog (è notizia di poco fa che il mio amico Emma ha creato la sua prima C08, e attendo che il fenomeno si propaghi), separatamente, e da anni, si lavora per il Not Museum of Art.

Ecco un esempio (tratto da StickerAward2007), che ho voluto celebrare con una C08.

Not my NoMA

D08000000003 (Y30274746688) – ECO-logia, ec-OIL-ogy

Le mie opere hanno un valore? Che tipo di valore? Muta col tempo?

Oggi ho speso la D08000000003, anzi l’ho usata. Essa si è trasformata, per il tramite di un’infernale macchinetta automatica (che stranamente ha accettato la mia banconota), in circa 7,352941… litri di benzina.

Al mio passaggio (sulla Terra, ma anche sulla terra, su Via Settevene Palo e a quel distributore Agip) l’alimentazione per la mia macchina costava (selfservice alla Agip) 1,349 euro.
Con la mia D08000000003 da 10 euro ne ho potuti avere 7,4128984432913269088213491475167 litri.

I miei calcoli

Dopo aver infranto il tabu dei 100 dollari, oggi il greggio costa 89,92 dollari usa.

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Sempre oggi la mia D08000000003 da 10 euro vale 14,6005 dollari statunitensi.

Essendo un barile pari a 158,987294928 litri (come dice wikipedia), un litro di greggio oggi costa 0.56557016… usd, ovvero 0,3877 euro.

Oggi la mia D08000000003 l’ho scambiata con 7,4 litri di benzina, ma anche con 25,793… 25,8 litri di greggio, e, ancora più in là, con 14,6005 dollari americani.

Come scritto nella banconota: “Die Mittel zu einem Zweck erkenne ich, wenn ich erkannt habe, welche Ursachen diesen Zweck hervorbringen.

Che il valore (non) muti (non) conta.

Quel che conta è la coscienza ecologica.

Domani, per via del turbolento mercato americano e le continue lotte con l’opec, le ripercussioni sul prezzo del petrolio, le ripercussioni sul mercato europeo e nazionale, che “valore” avrà la mia opera?

Oltre ad un diverso quantitativo di benzina, ad un diverso rapportarsi col Dollarone, che importanza ha interfacciarsi con il mercato globale?

Non solo perché ho parlato di benzina ho fatto un discorso ecologico, non solo aver riflettuto su questo. Ecologia nel senso più generale ed antico di un pensiero che pensi il pianeta nella sua globalità.

Attraverso il mezzo astratto della banconota lo si può fare. Attraverso il blog se ne può discutere.

Prossimamente camufferò una banconota da 5 euro in una da X dollari.